[Aggiornato] 23 Gennaio: Google, Facebook, Twitter offline per 24 ore! Rinviato!

Uno sciopero cosi non lo si vede facilmente, ma molto probabilmente prenderà vita il 23 gennaio animato dai più grandi siti del mondo di informazione e non per dire “NO” al SOPA! Scopriamo cos’è…

Senza peli sulla lingua gli scioperi sono ormai diventati una forma di costume della società, un retaggio sesantottino che negli ultimi anni ha prodotto ben pochi risultati. Nell’epoca moderna per i politici e i potenti gli scioperi sono poco più di un bip sul loro radar di interesse. A meno che a farsi sentire siano parti della società cosi importanti da fermare il mondo.

Quindi se gli artisti scioperano forse nemmeno il ministro alla cultura se ne accorge, ma se scioperano i benzinai il paese si blocca!

E’ in quest’ottica che Google, Facebook e altri fra i piu grandi siti del mondo han deciso di spegnere le luci il 23 gennaio. Il perchè va cercato nel parlamento americano dove settimana prossima si deciderà il futuro della SOPA.

Lo Stop Online Piracy Act (SOPA) è una proposta di legge presentata il 26 ottobre 2011 alla Camera dei rappresentanti statunitense dal deputato repubblicano Lamar S. Smith, rappresentante del Distretto 21 del Texas, e da un gruppo di 12 sostenitori.

La legge, qualora venisse approvata nella stesura proposta, permetterebbe ai titolari di copyright statunitensi di agire direttamente per impedire la diffusione di contenuti protetti;

La legge permetterebbe inoltre al Dipartimento di Giustizia e ai titolari di copyright di procedere legalmente contro i siti web accusati di diffondere o facilitare le infrazioni del diritto d’autore. A seconda del richiedente, le sanzioni potrebbero includere il divieto ai network pubblicitari o ai siti di gestione dei pagamenti (come, ad esempio,Paypal) d’intrattenere rapporti d’affari con il sito accusato delle infrazioni, il divieto ai motori di ricerca di mantenere attivi link verso il sito in questione e la richiesta agliInternet Service Provider di bloccare l’accesso al sito web.


Per riassumere il politichese questi sono i principali effetti che causerebbe:

  • il SOPA prevede una causa legale per un singolo contenuto in violazione di copyright, mentre il DMCA (Digital Millennium Copyright Act, cioè il disegno di legge attualmente in vigore negli USA) prevede una semplice diffida da parte del detentore dei diritti; il prezzo con il SOPA è l’oscuramento del sito, con il DMCA è la rimozione del solo contenuto caricato illegalmente;
  • il SOPA rende perseguibile il sito che ha reso possibile o facilitato la pubblicazione del contenuto in violazione, pertanto costituisce un pericolo per i siti che permettono agli utenti di caricare contenuti: i siti a contenuto aperto, i social network, i blog, ecc.; invece con il DMCA la responsabilità del reato ricade sul singolo utente che ha caricato il contenuto;
  • le spese legali costituiscono un deterrente e un serio pericolo per i siti non-profit o low-budget;
  • si presta facilmente ad un uso strumentale da parte dei detentori di diritti per mettere in ginocchio determinati siti, in quanto questi ultimi dovranno sostenere le spese legali anche se le accuse di violazione di copyright si rivelano essere false;
  • rende illegali anche strumenti informatici che non hanno nulla a che fare con le violazioni di copyright: Virtual Private Networks, proxy, software per l’anonimato; strumenti indispensabili per gli amministratori di sistemi informatici, attivisti per i diritti umani, e dissidenti politici in tutto il mondo.

Ovviamente alla protesta si unisce anche Wikipedia da cui abbiamo preso queste informazioni.

Una legge dittatoriale che se entrasse in atto rischierebbe di farci vivere l’esperienza del 23 gennaio (ovvero l’oscuramento totale) non per 24 ore ma per sempre!

AGGIORNATO: Il SOPA, che il 24 Gennaio sarebbe dovuto arrivare alla commissione del Congresso degli Stati Uniti, tramite voce del capo dei democratici, Harry Reid, è stato rinviato a data da destinarsie dunque non si voterà per il Protect Intellectual Property Act (PIPA). Questo anche a fronte delle recenti vicessitudini che hanno visto una movimentazione globale sul web con importanti prese di posizione e manifestazioni.

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Categorie: Google, Social Network, Varie

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