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[Video] Google in 6 minuti: ma il più cliccato è sempre il migliore?

29 novembre 2011 Scritto da: Davide 558 Visite 0 Commenti

Google ha avuto l’interessante idea di mostrarci la sua crescita in un video piuttosto denso e un infografia molto chiara. Ma come in ogni storia ci sono dei “ma”…

Da semplice motore di ricerca universitario a sito più visitato al mondo; da fonte di guadagno per inserzionisti a principale competitor nel mondo della telefonia. Le facce di Google sono tante, molte più delle sue “o”.

E’ incredibile come una semplice pagina di internet con un bell’algoritmo dietro possa far nascere un impero come quello che stiamo vedendo.

La capacità di Google di fornire servizi che si integrassero perfettamente con l’esperienza dell’utente culminata nell’”esperimento” Android è significativa per capire il suo successo. Nel momento in cui ad una persona basta una mail e una password per guadagnare, far guadagnare, scrivere,creare un blog,cercare video e immagini, sapere dove andare, vedere città mai viste e che mai vedrà, chattare, videochiamare etc etc è facile capire come quella persona non solo si trovi bene ma ne diventi quasi dipendente.



Non si tratta di frammentarietà: Google ha saputo fornire decine di servizi ovviamente diversi fra loro ma con una drastica semplicità di utilizzo.

Questo video riassume bene il concetto:

 

Quello che però continua a farmi pensare è un fatto. Quest’estate leggendo I Barbari di Baricco, l’autore dedica un intero capitolo a Google; spiega per filo e per segno la nascita di questo miracolo informatico e anche il funzionamento dell’algoritmo che l’ha reso il miglior motore di ricerca al mondo.

In poche parole fino a prima di Google i motori offrivano risultati proponendo prima siti che contenessero più volte la parola cercata: quindi avessi cercato “SEDIA” il motore mi avrebbe fornito il sito che ha più volte scritto sulle sue pagine “sedia”. Da Google in poi l’algoritmo prevede che i primi risultati siano i siti più linkati  per l’argomento “sedia”. Motivo per cui il primo risultato è molto spesso Wikipedia e non ad esempio il sito personale del signor Sedia.

I risultati di questo procedimento sono due: velocità e molto spesso individuazione immediata di ciò che si cerca; esclusione di centinaia di migliaia di siti che magari offrono risposte migliori ma che sono poco cliccate.

Un esempio lampante lo si ha quando un’autorità dice qualcosa. Dopo una settimana se cerchiamo quella cosa troveremo pagine e pagine di commenti al fatto e non il fatto in se, provare per credere!

E’ una mia riflessione che provocatoriamente rivolgo anche a voi: non rischiamo di finire in una “dittatura” telematica che ci propone ciò che vuole e che ci rende impossibile nell’enorme pagliaio del world wide web di trovare l’ago giusto?



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