Web italiano censurato? Facciamo chiarezza
Dal 6 luglio l’Agcom avrà il diritto di oscurare siti che violano i diritti d’autore. Le problematiche sull’argomento sono molteplici, dalla violazione della libertà d’espressione all’effettivo diritto della suddetta istituzione amministrativa di censurare. Ma vediamo di cosa si tratta.
Le voci in questo coro sono due: l’una che si batte per evitare che vengano violati diritti d’autore quali quelli dei musicisti o delle tv; e un’altra, molto più numerosa, che vede questo controllo del web come censura e violazione dei diritti non solo costituzionali ma anche europei.
Il problema vero non sta tanto del principio della legge ma nell’attuazione di questa: ad esempio se Mediaset (principale promotrice dell’iniziativa) non fosse d’accordo che su Youtube vengano condivise parti di trasmissioni che lei ha fininanziato non sarebbe un discorso cosi sbagliato; l’errore sta nell’eleggere come organo di controllo e censura l’Agcom, che al momento è di nomina politica senza alcuna valenza giudiziaria.
Ora come ora l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni non possiede una struttura atta a reggere le migliaia di richieste che riceverebbe una volta passata la legge e la generalizzazione che la legge stessa fa porterebbe alla chiusura di molti siti!
I tempi di decisione dovranno essere molto stretti (5 giorni) e non si potrà chiedere il consulto di giudice che allungherebbe le procedure. Proprio per il numero di denunce si tenderà a generalizzare e a chiudere per non uscire dalle tempistiche.
Le conseguenze sono ovvie: ci rimetterà anche chi non ha violato la legge.
I sette punti fondamentali del Decreto Romani e la sua delibera sono i seguenti:
- Con la delibera n. 668 2010 si definiscono i LINEAMENTI DI PROVVEDIMENTO CONCERNENTE L´ESERCIZIO DELLE COMPETENZE DELL´AUTORITA´ NELL´ATTIVITA´ DI TUTELA DEL DIRITTO D´AUTORE SULLE RETI DI COMUNICAZIONE ELETTRONICA, che affronta le competenze della stessa autorità nel perseguimento delle violazioni del diritto d´autore nel settore della tv, di internet e delle telecomunicazioni.
- Tale delibera prevede che attraverso un iter di circa una settimana si possa decidere la cancellazione o l´inibizione di siti web sospetti di violare il diritto d´autore.
- Il procedimento può portare alla cancellazione dei contenuti da parte dell´authority o all´inibizione su ordine delle autorità di un determinato sito.
- Art 2.1 della delibera: “l´Autorità ritiene quindi che rientrino nella sua attività di vigilanza ai sensi dell´art. 182 bis le violazioni del diritto d´autore perpetrate attraverso l´attività di diffusione radiotelevisiva, nonché attraverso le reti degli operatori di telecomunicazione, e che ad essa perciò competano le azioni di tutela del diritto d´autore sui contenuti immessi nelle reti di comunicazione elettronica (tv, reti di tlc e internet).”
- Art 2.2 della delibera: “L´Autorità, in quanto autorità amministrativa “dotata di poteri di vigilanza”, ritiene pertanto di essere legittimata ad intervenire, in un tempo ragionevole, nei riguardi dei gestori dei siti internet sui quali dovessero essere ospitati contenuti digitali coperti da copyright, senza l´autorizzazione del titolare.”
- Per i siti internet esteri è prevista l´inibizione del dominio e dell´accesso IP, in pratica non sarà possbile accedere dall´Italia a tale sito web.
- L´utente non potrà rivolgersi a un giudice per evitare al cancellazione dei contenuti dal sito, l´intera procedura infatti è gestita dall´AGCOM, e si conclude in 5 giorni, senza interagire con l´autorità giudiziaria.
Nonostante si possa capire benissimo il bisogno di molte aziende di tutelarsi dall’eccesivo liberalismo ( e non libertà) di internet che porta svantaggi e ingenti perdite alle aziende stesse, l’arbitrarietà con cui si effettueranno controlli e seguenti censure è davvero imbarazzante a mio parere.
Mi chiedo e vi chiedo come sia possibile che si spendano 400 milioni di euro per far decidere agli italiani da chi far distribuire l’acqua e poi non si discuta nemmeno in parlamento il metodo di gestione dei diritti d’autore sul web, che rischia addirittura di violare la libertà d’espressione se non attuato nel migliore dei modi.
Come al solito nel nostro paese le leggi sono buone ma attuate male. Voi cosa ne pensate?
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Che hai perfettamente ragione. Oltretutto oscurare l'intero sito vorrebbe dire sopprimere anche le inserzioni che non violano diritti d'autore. Ma ancora non ho ben capito. Ad esempio, certamente Youtube propone molti casi di violazione. L'Autorità italiana potrebbe oscurare in blocco Youtube, impedendone l'accesso ai suoi cittadini? E sopprimere un sito nazionale? Veramente indisponente.. Una casa discografica, con una agenzia nazionale così, potrebbe licenziare tanti avvocati. Oppure, con il pretesto di una qualche infrazione, potrebbero sopprimersi interi forum, attorno ai quali notoriamente possono condensarsi interessi scomodi a grossi gruppi commerciali o industriali, o perfino alle istituzioni. Se questo fosse lo scenario in prospettiva, allora cos'era la casa delle libertà? Quella di Arcore? Se la Giustizia è lenta, è anche inabrogabile ed insostituibile. Probabilmente di questo provvedimento dovrà occuparsene la Corte Costituzionale, sempre più sommersa da questioni di legittimità, per leggi talmente faziose e tecnicamente errate, da dover, quelle si, essere censurate a monte.
Non è ancora molto chiaro il tutto, di sicuro ne vedremo delle belle!
alla faccia dell' articolo 21 della costituzione!
''Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.
La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.''
il nucleo della questione è proprio questo! Se hai letto i punti del decreto, l'assenza di precisazioni e soprattutto i tempi stretti che escludono la presenza di un giudice porteranno a dei danni per il web inauditi! se non si fa subito qualcosa, non per togliere il decreto, che a mio parere ribadisco non è sbagliato, ma per migliorarlo, rischia davvero di diventare uno strumento di censura che nel 2011 è allucinante. E casi come quello di Youtube potrebbero davver odiventare problematici, anche se youtube ha già al proprio interno un sistema di copyright molto avanzato.
Poi vabbè questo è un discorso che va oltre la politica…è vero mediaset è la prima promotrice ma dietro di lei ci sono case discografiche, editoriali e molta confindustria! E' la testimonianza che il problema dei diritti d'autore c'è…ma non li si può liquidare cosi!
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