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24h dopo il WWDC: le (non)novità

7 giugno 2011 Scritto da: Davide 368 Visite 0 Commenti

Il WWDC è ancora in corso a SanFrancisco, e chi vuole sta già provando il nuovo iOs 5 beta. Finito l’entusiasmo per la presentazione bisogna fare dovute considerazioni sull’evento, in particolar modo legate ad iOs.

Come al solito Steve and company sanno vendere i loro prodotti; potrebbe vendere anche il ghiaccio agli Eschimesi se volesse. Ma quest’anno ci sono degli enormi “ma” che non si possono trascurare.

Le novità presentateci ieri sono frutto di un attenta rielaborazione di funzioni già esistenti. Le fonti di ispirazione sono molteplici: Android, Google, Cydia, WP7. L’anno scorso presentarono la videochiamata, le cartelle e il multitasking come il nuovo cambiamento del mondo mobile ignorando che questi servizi erano presenti già da anni su altre piattaforme, ma le integrarono in maniera davvero innovativa. Quest’anno invece ci sono troppe somiglianze che sembrano più rincorrere che tenere un vantaggio sugli altri sistemi.

Il centro notifiche con la visualizzazione dei nuovi eventi nella lock screen e il menu a tendina è un misto fra il sistema utilizzato da android e Mobile notifier; addirittura la tendina la si abbassa con lo scorrimento del dito nella homescreen come il robottino verde ci ha insegnato già da tempo.

Lo shortcut della fotocamera nella lock screen assomiglia tanto alla nuova interfaccia Sense di Htc.

La possibilità di scattare foto con i tasti del volume riprendono alcuni tweak di Cydia che svolgevano proprio quella funzione.

L’integrazione con Twitter è moltosimile all’idea avuta da Microsoft per WP7, senza dimenticare che su Android la condivisione con i socialnetwork è integrata da tempo.

I sistemi di clouding di google sono in parte già presenti e quelli “rivoluzionari” saranno sul mercato fra poco, mentre Skydrive è già ben sviluppato.

WIFI sync e gli aggiornamenti OTA sono attivi già da tempo su molti dispositivi della concorrenza.

iMessage e gTalk hanno molto in comune, insomma tante cose non sono NOVITA’, ma semplici adattamenti con i tempi.

Al di là di queste implementazioni criticabili o meno credo che il vero problema di iOs 5 sia la mancanza di un iPhone 5. Mai come quest’anno gli occhi sono puntati su un software che da solo non può soddisfare le aspettative di milioni di persone. Negli anni passati tutto ciò che di stupendo potesse avere iOs era amplificato da un hardware di tutto rispetto che quest’anno come ben sappiamo non c’è.

Chiamarlo passo falso è troppo azzardato, ma è la prima volta dal 2001 che Apple non stupisce (nell’ambito mobile), anzi un po’ delude, nella speranza che l’autunno porti con se una scossa che faccia tremare Google &co come ai vecchi tempi.

 


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