Ci fidiamo di Facebook? Assange: No!
Julian Assange creatore di Wikileaks, il famoso “raccoglitore” virtuale di informazione top-secret provenienti da tutti i governi ha dato la sua opinione su Facebook, il social network più utilizzato al mondo, dando un’opinione un po’ angosciante a riguardo.
La “macchina per spiare più efficiente mai inventata”, cosi definisce Facebook Assange, e non perchè, come molti ipotizzavano, è guidato e gestito dai servizi segreti americani, ma perché molto più semplicemente questi ultimi posso accedere a tutti i dati del social network con semplici pressioni politiche:
“Non hanno bisogno di un mandato o di sfruttare i servizi segreti: sono sufficienti pressioni giuridiche e politiche. Essendo troppo costoso distribuire i record uno ad uno, hanno sviluppato un’interfaccia per l’intelligence USA, automatizzando il procedimento.Tutti dovrebbero comprendere che quando aggiungete amici su FaceBook state facendo un lavoro gratis per conto dell’agenzia d’intelligence USA, contribuendo alla costruzione del loro database..”
Il database più completo che esista a quanto pare: foto, localizzazione, nomi, reti di conoscenze, interessi, progetti, tutti personalizzati e ben identificati.
“Non è una tecnologia che promuove i diritti umani. Non è una tecnologia che promuove la convivenza civile. È una tecnologia che può essere usata per istituire un regime totalitario basato sullo spionaggio, un regime che ancora non è stato realizzato. Gli attivisti possono però prenderla per mano e trasformarla in qualcosa di diverso, quello che tutti ci auguriamo.”
Dichiarazioni inquietanti, che fanno un po’ sorridere forse, soprattutto ai giorni nostri; pensare ad un sistema totalitario o alle dominazioni delle masse non è uno scenario verosimile. Ci piace di più sperare che qualcuno la trasformi in uno strumento in chiave positiva, e non che lo usi come libro di vite per scopi deplorevoli.
Parlare di libertà violata proprio nel World Press Freedom Day, il giorno dedicato alla libertà di stampa, è un po’ paradossale, ma son parole dette dal leader della violazione della privacy, e forse dovrebbero farci riflettere.Del resto come dice lo stesso fondatore di wikileaks..
“Guardiamo al nostro lavoro negli scorsi 12 mesi, pensateci. Tutte le storie che sono uscite fuori nel mondo, prima del 2010, e nessuno ne sa niente. Così, cosa è che non sappiamo oggi? C’è un mondo lì fuori di cui non sappiamo nulla. Ed esiste, proprio ora.”
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